Teatro nella
Grande Pompei
28 agosto
– 10 ottobre 2026
ogni venerdì e sabato
Pompei – Villa dei Misteri
Boscoreale – Villa Regina
Torre Annunziata – Oplontis
Castellammare – Villa San Marco
Museo Archeologico di Stabiae
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info@pompeiesopop.it
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È dedicata alla figura di Dioniso e ai misteri dei suoi riti, la seconda edizione del progetto del Parco Archeologico di Pompei “Esopop, storie in festival”, che attraverso il teatro e lo spettacolo dal vivo promuove e valorizza i siti culturali dell’area vesuviana.
Un tema importante, quello dionisiaco, ispirato allo straordinario ritrovamento nella Regio IX di una domus raffinata dedicata al Dio, con una delle megalografie più importanti finora venute alla luce. La Casa del Tiaso custodisce, infatti, nella sua sala con colonnato, un affascinante e originale corteo dionisiaco, ancora in fase di restauro per permetterne poi la fruizione futura anche al pubblico.
ECSTATIC POMPEII è, quindi, uno sguardo sui personaggi centrali del racconto dionisiaco, che si ritrovano in quella domus e in altre rappresentazioni famose. Personaggi che dialogano virtualmente tutti insieme nella Villa dei Misteri, e che poi riproporranno il proprio racconto in uno degli altri siti del Parco Archeologico: Oplontis, Villa San Marco, Boscoreale e il Museo archeologico nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia.
Dioniso lo straniero, Dioniso doppio, maschile e femminile, Semele disperata, Tiresia la voce inascoltata, Tiresia senza vista, Penteo ingannato e sacrificato. Sono loro che si muovono tra le rovine con altri personaggi che circondano queste figure protagoniste delle Baccanti di Euripide. Le performance teatrali, produzioni inedite di Casa del Contemporaneo, sono spettacoli di 30 minuti replicati due volte per sera, e anche quest’anno la regia è firmata da due autori tra i più interessanti nel mondo della ricerca teatrale, per la loro capacità di unire alla scrittura, una sensibilità per la musica contemporanea e per il movimento.
Gli spettacoli si terranno ogni venerdì e sabato dal 28 agosto al 26 settembre, in occasione delle aperture serali del Parco archeologico di Pompei nell’ambito delle iniziative speciali di valorizzazione.
Quest’anno, grazie a una collaborazione di Casa del Contemporaneo con l’azienda toscana Sanctamuerte, i costumi di scena sono in realtà abiti delle collezioni del fiorentino Filippo Giorgi, che da alcuni anni ha lanciato il suo brand proprio con l’idea di unire arte, ricerca e sartoria. Creazioni che danno alle performance un taglio e un movimento ancora più contemporaneo e seducente.
ECSTATIC POMPEII è una produzione del centro di produzione teatrale Casa del Contemporaneo in collaborazione con Le Nuvole teatro arte scienza, nell’ambito del progetto “ESOPOP – storie in festival” del Parco Archeologico di Pompei, promosso dalla Direzione Generale Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura. L’iniziativa è promossa in collaborazione con Regione Campania tramite Scabec – Società Campana Beni Culturali con fondi campania>artecard.
Prima di ogni replica una visita accompagnata dagli operatori didattici de Le Nuvole teatro arte scienza illustrerà al pubblico le caratteristiche e la storia dei luoghi, dalla Villa dei Misteri dedicata a Dioniso alla Villa di Oplontis che si narra fosse appartenuta alla moglie di Nerone, Poppea; dalle ville d’ozio di Stabia alla bellissima collezione di reperti e affreschi custodita nella Reggia borbonica di Quisisana, oggi sede del Museo Archeologico, fino alla Villa Reale di Boscoreale.
Le immagini sono del fotografo Simone Florena.
Semele
La verità è un fuoco
con Loredana Piedimonte, Costanza Cutaia e Massimo Cordovani
testo e regia Rosario Sparno
La vicenda di Semele si consuma sul crinale millenario in cui l’umano pretende di misurarsi con l’assoluto, trasformando il desiderio di conoscenza in una combustione radicale. Non siamo di fronte a una semplice punizione divina, né all’esito passivo di un inganno, ma alla parabola estrema di una donna che ha preteso la prova. Semele davanti a un mondo che non crede alla testimonianza del corpo femminile, sceglie di rompere il silenzio. Esige la visione, invoca il disvelamento. Chiede a Zeus di mostrarsi nella sua forma reale, non per un capriccio, ma perché la verità, se è tale, deve poter essere vista da tutti, deve poter restare negli occhi e nelle mani del mondo. Ma è proprio qui che si svela il fulcro filosofico del mito: l’essere umano non è fatto per sostenere l’urto della verità assoluta. Abbiamo bisogno di filtri, di sfumature, di finzione; abbiamo bisogno del Teatro e del Mito per poter guardare il mondo senza bruciare. Pretendere di strappare ogni velo all’altro, esigere di vederne l’essenza nuda sradicando il mistero o la fragilità, significa condannarsi all’incendio. La morte di Semele diventa così un atto generativo: dal suo ventre strappato nasce Dioniso, il dio straniero, l’indomabile, colui che si spezza e si ricompone. Il sacrificio della madre è l’origine stessa dell’esperienza dionisiaca, di quell’estasi e di quel tremore che da allora abitano i corpi e la memoria degli uomini.Dionysos
Lo straniero
con Gennaro Apicella e Francesco Giangrande
testo e regia Rosario Sparno
L’irruzione di Dioniso si manifesta come una presenza ambigua e perturbante.
Lo Straniero che avanza non è un elemento estraneo venuto a violare le leggi e a sedurre i corpi; è, al contrario, la voce di tutto ciò che l’ordine sociale e razionale ha escluso per poter fondare sé stesso.
Di fronte a Penteo, sovrano irrigidito nel tentativo di difendere un confine precario, Dioniso svela la natura puramente difensiva del potere temporale. Chiamarlo “straniero” diventa l’ultimo espediente di chi non possiede un nome per l’eccedenza.
Dioniso è la pulsione viscerale di un rave ipnotico, il grido politico, un’irruzione sonora in una lingua di cui non comprendiamo le parole ma che rivendica ferocemente il proprio diritto a esistere.
Tra le pietre millenarie di Pompei, questo scontro assume una risonanza quasi minerale. Lo spazio archeologico, sospeso tra la geometrizzazione originaria delle strade e la forma spezzata impressa dalla natura, si fa cassa di risonanza per una parola che non si chiude, ma fermenta e disfa la forma.
La vertigine del desiderio del re, che condanna pubblicamente ciò che segretamente brama di spiare, viene assecondata dallo Straniero, che lo spoglia delle sue difese regali per vestirlo di silenzio e di notte.
Penteo
Dialogo sulla cecità
con Elisabetta Pogliani, Luca Iervolino e Massimo Cordovani
testo e regia Rosario Sparno
Che cosa significa vedere, quando questo implica perdere il proprio ordine interiore?
Il cuore di questo “Dialogo sulla cecità”, dal mito delle Baccanti, sta nello scarto tra il profeta Tiresia e il re Penteo: non è la mancanza fisica della vista a definire la cecità, ma la scelta di non riconoscere ciò che si ha davanti. In un’atmosfera sospesa, tra le pietre millenarie e la terra di Pompei che custodisce il tempo, la parola mostra la distanza incolmabile tra controllo e verità.
Qui si scontra Penteo, il re che difende un ordine dogmatico ed esteriore, e Tiresia, il profeta veggente, cieco nel corpo perché “ha visto troppo”. Tiresia ha abitato un’altra carne attraverso una metamorfosi da uomo a donna, conoscendo i segreti del piacere e del dolore. Per il sovrano, la minaccia di Dioniso è un “contagio” da estirpare. Il dio incarna lo “straniero”: non solo colui che viene da fuori, ma tutto ciò che oggi consideriamo “Altro” da noi. Per il profeta, invece, questo straniero è il “ritorno” di ciò che l’ordine cittadino ha rimosso e sepolto vivo.
Il baccanale si rivela così nella sua verità: il crollo delle finzioni sociali e il ritorno del rimosso, dove l’essere umano torna a essere carne nuda che sente
Tiresia
Dioniso negli occhi
con Sonia Barbadoro
musicista Tommy Grieco
testo e regia Fabio Cocifoglia
Tiresia, il “testimone di tutte le epoche” ci regala il suo sguardo su Dioniso.
Tiresia parla a ognuno di noi: dobbiamo imparare ad ascoltare non solo la nostra mente razionale, ma anche la forza selvaggia, emotiva e dionisiaca che portiamo dentro.
Il crollo di Tebe è il crollo di ogni uomo che nega la propria parte dionisiaca. Non serve impazzire, serve integrare. E il “canto” diventa l’unica lingua capace di curare la cecità dell’anima.
26-set Villa Regina h 20:00 e 21:30 Durata: 30′
La Cura del Dio
Frammenti di un contagio
liberamente tratto da “Disturbing a Tragedy” di Enzo Moscato
con Giampiero Schiano
musicista Mimmo Angrisani
testo e regia Fabio Cocifoglia
Dioniso ha diritto, come tutti gli dèi migratori, alle epidemie: i sacrifici offerti alle potenze divine quando arrivano nel paese, quando vanno in un santuario, quando assistono a una festa o sono presenti a un sacrificio. E Dioniso, per eccellenza il Dio che viene, che appare e che si manifesta, porta con sé il contagio e infetta l’anima per liberarla, per distruggere l’ordine e curare la mente.
Come medici itineranti seguiamo, frammento dopo frammento, le tracce lasciate da questa epidemia per comporre un cunto-referto che si nutre dell’immensa visione poetica racchiusa in un frammento di un’opera che Enzo Moscato ha dedicato a Dioniso.
Il racconto si muove in un tempo sospeso, scandito dal silenzio del tamburo e dalle vibrazioni di canti popolari che affiorano dalla terra come nenie e lamenti di guarigione.
10 ott h 20:00 e 21:30 Villa dei Misteri Pompei Orari: Durata: 30′
Io Dioniso
Luce e Ombra
con Anna Bocchino e Clara Bocchino e con il musicista Tommy Grieco
testo e regia Fabio Cocifoglia
Un IO a confronto. Un’indagine su Dioniso, perdendosi nel labirinto dell’identità umana alla ricerca delle ragioni di un sé che continuamente sfugge e muta.
Ma a volte si cade nell’apparente “senso delle cose” e più nulla interessa, se non scorrere, scorrere, scorrere…
I registi
Fabio Cocifoglia e Rosario Sparno
Fabio Cocifoglia è un attore. Studia presso l’Accademia Silvio D’amico. Collabora da anni con Casa del Contemporaneo – Le Nuvole, soprattutto per eventi in siti museali-archeologici. Ha fondato la compagnia Rossotiziano e Il Torchio. È anche autore e regista. È docente presso L’Università degli Studi di Firenze. È co-direttore artistico con Manuela Mandracchia del Festival “Teatro di Paglia” al Lago di Nemi.
“Confrontarsi con temi così alti e luoghi che raccolgono e raccontano la nostra storia è una grande occasione di crescita. Un attraversamento che porta a una profonda immersione in sé stessi per riuscirne sicuramente cambiati. È un incontro con luoghi e personaggi che lasciano il segno e non ti abbandonano facilmente. Personaggi che ti insegnano e ti regalano un nuovo sguardo sul mondo e sul modo di relazionarti alla bellezza e alla storia. Qui la sfida è trovare la giusta misura tra la fruizione dell’evento teatrale con il percorso divulgativo affidato agli approfondimenti degli esperti.”
Rosario Sparno è attore, regista e autore nato a Napoli, attivo nella scena teatrale dal 1994 e formatosi con artisti quali Francesco Silvestri, Barbara Valmorin, Renato Carpentieri e Judith Malina. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti istituzioni e festival nazionali e internazionali, tra cui il Teatro Stabile di Torino, il Teatro Nazionale Mercadante di Napoli, E.R.T. Modena, la Biennale Venezia Teatro e il Bad Festival di Bilbao. Al cinema è stato co-protagonista nel film Il resto di niente di A. De Lillo e, da anni, porta avanti un solido sodalizio artistico con il Centro di Produzione Casa del Contemporaneo di Napoli. All’interno di un percorso artistico eterogeneo, cura progetti di regia e drammaturgia che includono la riscrittura contemporanea del mito classico e della tragedia greca per siti storici ed archeologici.
“Il teatro che pratico contiene in sé le caratteristiche che intendo, con il mio gruppo di lavoro, perseguire con la mia attività teatrale: un atto di fede nella forza delle storie e nella loro capacità di prendere allo stomaco e raccontare il mondo. Un teatro ‘popolare’ che è ricerca continua, che parli all’umanità contemporanea usando le armi dell’ironia, della metafora e della poesia.”
Vendita biglietti
Agli spettacoli (con un numero limitato di posti) si può assistere acquistando da lunedì 17 agosto il biglietto d’ingresso serale al Parco Archeologico di Pompei su
https://pompeii.vivaticket.it selezionando l’evento ECSTATIC POMPEI
Per gli appuntamenti a Pompei l’ingresso è da Villa Dei Misteri.
Per gli appuntamenti a Villa San Marco e Castellammare di Stabia l’acquisto è unicamente on-line.
Costo ingresso al Parco Archeologico di Pompei di sera 7 €
Ingresso ore 20 visita guidata + spettacolo
Ingresso ore 21,30 visita guidata + spettacolo
Gli spettacoli di venerdì 25 settembre si terranno alle 15,30 e 17 e vi si accede con normale biglietto diurno del Parco.



